La Liturgia – Cap 5

La liturgia attraverso le epoche culturali

L’affermazione e la difesa della spiritualità del culto è stata una delle costanti preoccupazioni della Chiesa dei primi secoli, anche se non voleva assolutamente significare l’assenza assoluta di forme liturgiche proprie. La liturgia, infatti, è formata da molti segni, anche di minore importanza, che esige un continuo ordinamento variabile secondo i tempi. Per questo, pur non cessando mai d’essere “culto spirituale”, essa non è sfuggita alla presa delle situazioni concrete dell’ambiente storico, sociale e culturale, in cui era inserita.
La legge dell’Incarnazione ha sempre guidato il culto cristiano, che ha così conosciuto, nelle sue espressioni esteriori, sviluppi, involuzioni, ritorni al modello originario…In altre parole la liturgia si è espressa nelle forme della cultura propria a ciascuna epoca, come, dall’altra parte, è stata capace di influire su queste stesse culture o addirittura di trasformarle.
Già nel secolo IV, ad esempio, dopo la pubblicazione del famoso editto costantiniano, il culto è si ancora inteso in senso spirituale, tuttavia la forma comincia a subire l’influsso del tempo e del luogo e, piano piano, si ristabilisce l’esteriorità della liturgia ebraica.
Per non parlare del medioevo, quando si radicalizzava la distinzione tra clero e popolo e la liturgia diventa “spettacolo”, signorile nel linguaggio e nella forma, mentre la dimensione giuridica si ingigantisce sempre più.
Non sono che rapidi cenni di un processo storico molto interessante, che meriterebbe vasta attenzione e particolare approfondimento. Qui non si può fare altro che rimandare ad opere specializzate, abbastanza fiorenti anche in Italia.
Una delle opere specializzate per approfondimento è in un libro:
E. Cattaneo, Il culto cristiano in Occidente. Note storiche.
Edizioni Liturgiche, Roma 1978, pp.733
Si tratta di un’opera grandiosa, una poderosa ricerca sulla liturgia nelle varie epoche storiche, analizzate nei fenomeni più rilevanti. Enorme la documentazione e le note bibliografiche. Come potete osservare, si tratta di un testo di studio, ovvero, il punto di partenza per ogni ricerca “storica” sulla liturgia.

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